Il Castello Scaligero

Villimpenta è terra di confine e il suo castello ne è magnifico esempio: opera indiscussa degli scaligeri, venne sapientemente sfruttato dai Gonzaga. Ricco di una storia di 8 secoli, solo dal 2013, terminati i lavori di restauro, è aperto al pubblico.

Data di pubblicazione:
13 Dicembre 2019
Il Castello Scaligero

Da Antonino Bertolotti, "I Comuni e le Parrocchie della Provincia Mantovana", Mantova, 1893

Una torre, secondo le tradizioni, sarebbe stata innalzata qual germe di Villimpenta, da Attila, flagellum Dei; e verso Ostiglia vi sono alture dette Fortini di Attila.
In un privilegio di Enrico Imperatore del 1047, al Monastero di S. Zenone, si accenna Castellum etiam in Villapicta e in altro di Federico I sta segnato Curtem Villae pictae e così in un breve di Urbano III. Nel 1187, in altro privilegio imperiale del 1221 sta scritto Curtem Villae impictae ad in un capitolare del 1425 comincia a scriversi Villimpenta.
Nel secolo XIV aveva avuto privilegi dal Can della Scala, signore di Verona. I Mantovani, guerreggiando contro i Veronesi, tolsero a questi Villimpenta, Valeggio e Ostiglia. Fu poi Villimpenta fra le terre che Francesco Gonzaga nel 1391 comprava da Gian Galeazzo Visconti (…). Nell’anno 1616 il comune e gli uomini di Villimpenta protestavano di non voler più il loro Rettore perché scandaloso; nel 1620 poi protestavano contro il vicario per angherie e per aver seminato riso nelle riempite fosse del castello. Nella protesta, mandata dal Duca, erano anche compresi gli uomini di Pradello, e loro sacerdote.
Nell’anno 1626 il comune e gli uomini di Villimpenta facevano conoscere che l’arciprete locale aveva ridotto a granaio e pollaio un oratorio, che era riottoso, trascurante de’suoi doveri e già una volta era stato condannato a quattro anni di prigione; ma fu liberato a preghiera della Duchessa. Conchiudevano di non volerne più sapere dandogli 26 capi di accusa. Essendo il giuspatrono di spettanza ducale speravano di averne altro. Da nota in registro parrocchiale risulta che i Francesi vennero a Villimpenta il 7 febbraio 1658, portando via i registri più antichi dei defunti e dei matrimoni e saccheggiando il paese.
Nel 1743 il comune supplicava per riaprire il mercato dei polli e commestibili ed anche granaglie, rimasto interrotto per molto tempo. Ebbero nel 1759 la concessione per lo stesso.
Nel 1786 il comune di Villimpenta con Pradello [ora frazione di Castel d’Ario, n.d.r.] formava parte del distretto di Sustinente con Sacchetta

 

 

Ultimo aggiornamento

Mercoledi 07 Febbraio 2024